La classifica generale dei brani di Sanremo 2020 con i nostri voti

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classifica sanremo 2020
Foto Matteo Rasero/LaPresse 08 Febbraio 2020 Sanremo, Italia spettacolo Festival di Sanremo 2020, serata finale. Nella foto: Diodato, Francesco Gabbani, Pinguini Tattici Nucleari Photo Matteo Rasero/LaPresse February 08th, 2020 Sanremo, Italy entertainment Sanremo music festival 2020, final. In the photo: Diodato, Francesco Gabbani, Pinguini Tattici Nucleari

Eccoci giunti alla serata conclusiva del settantesimo Festival della canzone italiana. Ventiquattro brani in gara, poi rivelatisi ventitré per la prima squalificazione di un partecipante nella storia della kermesse (stiamo parlando ovviamente del duo Morgan e Bugo con il brano Sincero), e una classifica che si porta dietro le solite polemiche annuali sul “il televoto è sempre sovrano”.

I primi tre posti nella classifica di Sanremo 2020

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A dominare la classifica troviamo in ordine, al terzo posto i Pinguini Tattici Nucleari, band bergamasca in gara con una ballad indie dal titolo Ringo Starr, un inno alla vita delle persone comuni, quelle che dalla vita non si aspettano ne bramano eccessi o eccelsi. Nessun John Lennon o Paul McCartney, “solo” un Ringo Starr. Orecchiabilissima, i ragazzi militano nella scena emergente da molti anni, e un riconoscimento questo assolutamente dovuto. Voto 7,75.

Secondo classificato, ma primo al televoto, è stato Francesco Gabbani con il brano Viceversa. Il cantante di Carrara ha sfiorato il triplete. Nel 2016 ha partecipato alla categoria Nuove Proposte, per la prima volta in gara con il brano Amen, e l’ha vinta; l’anno successivo in gara nei big con Occidentali’s Karma e lo ha vinto, superando addirittura Fiorella Mannoia. Quest’anno ci è mancato un pelo. Gabbani ha avuto coraggio a mostrare un lato di se intimistico a cui il pubblico dell’ultima ora non era abituato. Niente scimmia, nessuna sceneggiatura, solo un vestito nero di Armani (niente maglioni infeltriti colorati) e un pianoforte. Francesco con il motto Less is More è il nostro vincitore indiscusso. Voto 9.

Primo classificato Antonio Diodato con il brano Fai Rumore. Un brano il cui arrangiamento è curato da Rodrigo D’Erasmo, storico membro della resident band meneghina Afterhours, nonché direttore d’orchestra del brano in gara. Un testo di spessore, una linea melodica esemplare. Eppure c’è tanta troppa nostalgia. La ballata sanremese che tutti ci aspettiamo di ascoltare. Voto 8

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Il resto della classifica di Sanremo 2020

4. Le Vibrazioni con il brano Dov’è, un quarto posto meritato. Il brano è interessante e l’aggiunta dell’interprete nella lingua dei segni lo rende davvero inclusivo abbattendo ogni forma di barriera architettonica. Voto 7

5. Piero Pelù con il brano Gigante. El Diablo si conferma l’unico vero rocker italiano vivente. Pantaloni in lattice, scippo di una borsetta ad una spettatrice del pubblico, Pelù ha infiammato l’Ariston come nessuno prima e dopo di lui. Un brano dedicato non solo al nipotino ma anche ai ragazzi del carcere minorile di Nisida, un invito a risorgere dalle proprie ceneri e fallimenti. Voto 7

6. Tosca con il brano Ho Amato Tutto. Gran bella voce, gran bel pezzo, ma sciapo. Voto 5 per le qualità.

7. Elodie con il brano Andromeda, di Mahmood. La firma di quest’ultimo è chiara, atmosfere arabe nelle sonorità che ben si sposano con la voce graffiata di Elodie e anche con la sua fisicità e i tratti somatici ereditati dalla madre creola con sangue indiano. La cantante racconta, sfruttando il mito, di come le catene che si hanno dentro possono essere spezzate grazie all’amore. Voto 7,25

8. Achille Lauro con il brano Me Ne Frego. Il vero showman di questa settantesima edizione del Festival di Sanremo. Dimentichiamoci per un minuto che non è dotato vocalmente, stona e stecca spesso e volentieri ed ha quel romanesco borgataro in ogni parola pronunciata. Lauro De Marinis ha portato in scena un progetto teatrale al fine di annullare le differenze di genere. Dopo le sue esibizioni i personaggi che raffigurava schizzavano sempre in trend. Piaciuto o no avrà avuto il merito di insegnare alle nuove generazioni chi era David Bowie. Voto 7,25

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9. Irene Grandi, con il brano Finalmente Io che porta la firma di Vasco Rossi. Irene si conferma la signora del rock ma non aggiunge nulla alle sue precedenti performance. Voto 6

10. Rancore e il suo Eden. Lo abbiamo conosciuto già lo scorso anno in duetto con Daniele Silvestri, quest’anno in gara come solista. Un artista con il testo più lungo e più articolato, un flow mai fuori tempo e tanto tanto talento. Voto 8

11. Raphael Gualazzi e il ritmo brasiliano di Carioca. Gualazzi è un grande pianista, stavolta si è presentato in gara con un brano che mette allegria. Si canta e si balla a tutta musica. Raphael è scatenato ma non dimagrisce neanche di un etto. E alla fine sfoggia la pancia. Alla faccia di chi sta a dieta. Voto 7

12. Levante con Tiki Bom Bom. Anche stasera, in versione Pocahontas della Rive Guache, la ragazza siciliana ha preso possesso del palco e ha declinato il suo manifesto. In alcuni istanti la voce si è incrinata ma nell’arco della settimana è un neo su un corpo bianco. Se vincesse…Levante trionfa a Ponente! Voto 6.5

13. Anastasio con Rosso di Rabbia. Scommettiamo che la chitarra elettrica che apre il brano seguita dal rapper che urla Disinnescato diventerà una suoneria diffusissima. Dopo questa canzone ho imparato a non sprecare la rabbia. O meglio a non sprecarla…così. Voto 7.25

14. Alberto Urso con Il Sole ad Est. La vita è complicata a Sanremo per questo tenore che ha un vocione più da Scala che da Ariston. Stasera lo ho vsto un po’ più sciolto, ha osato avvicinarsi al pubblico e ha chiuso il brano in crescendo emotivo (oltreché di voce). Voto 6

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15. Marco Masini con Il Confronto. Il cantautore fiorentino, allenatore della nazionale cantanti e grande filantropo si conferma una garanzia. Voto 6

16. Paolo Jannacci con Voglio parlarti adesso. L’urgenza della comunicazione non sempre è buona consigliera. Questo è un brano importante nell’autonomia di un progetto discografico ma estrapolato e portato all’Ariston perde vigore. Voto 6.25

17. Rita Pavone con Resilienza 75. Unica nota: c’avessimo noi trentenni la sua energia questo mondo sarebbe stravolto in senso positivo. Una tigre altro che Pavone. Il brano comunque è brutto. Quindi 5 di incoraggiamento.

18. Michele Zarrillo con Nell’estasi e nel fango: dice bene “ritrovare il coraggio che non c’é”: ce ne sarebbe voluto un po’ di più. Non gli mancano né voce né classe ma è un brano senza guizzi. Vista l’esperienza avrebbe potuto osare un pochino di più. Voto 5,5

19. Enrico Nigiotti con Baciami Adesso. Sempre la solita storia. Voto 5

20. Giordana Angi in Come Mia Madre. Un brano che affronta una tematica comune alla stragrande maggioranza delle famiglie, la conflittualità con il genitore di riferimento. E alla fine si finisce per voler essere come loro o rimpiangerli quando mancheranno. Un bel messaggio rivolto a tanti giovani su un palco così in vista come quello dell’Ariston. Brava Giordana. Voto 6,75

21. Elettra Lamborghini con il brano Musica e il resto Scompare. La vincitrice morale di Sanremo 2020 è lei, queen Lamborghini. Eccentrica, esagerata, eppure così emozionata. Cala la maschera da diva e indossa quella da umana. E poi di una simpatia fuori dal comune. Voto 8

22. Junior Cally ed il suo No Grazie. No grazie. I primi tre secondi sembrano il volo del calabrone poi mette il turbo, alla voce e alla musica, esciorina l’abbecedario della pavidità alla quale è saggio dire No Grazie. Più che saggio è un dovero. Ma come fa a essere ultimo? Non avrà i superpoteri ma ha coraggio. E vale di più. Voto 7

23. Riki in Lo Sappiamo Entrambi. E avremmo preferito che non lo diceste pure a noi. Voto 4

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