Piero Pelù a Sanremo 2020: le accuse di plagio nascono su Twitter

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Piero Pelù, leader dei Litfiba, si è presentato per la prima volta in gara a Sanremo 2020, per festeggiare i suoi quarant’anni di carriera con un brano Gigante che – ad orecchio – somiglia molto ad uno dei The Rasmus.

Piero Pelù a Sanremo 2020, la polemica con Fiorello

Dopo la battuta di Tiziano Ferro sulle incursioni troppo prolungate dello showman siciliano che si tiravano troppo per le lunghe ritardando le performance degli artisti in gara e le esibizioni dei superospiti, Ferro compreso, ha rincarato la dose anche lo stesso Pelù su Sanremo 2020 ospite a L’Altro Festival, di Nicola Savino.

Il cantante fiorentino, in cima alle scale pronto a scendere per la sua esibizione, ha visto passare il tempo e si è trovato costretto a dover gestire l’ansia da esibizione a causa di Fiorello e del suo egocentrismo. E il suo dissapore non lo ha certo nascosto:

“Come facevo ad essere così tranquillo? Era da 40 minuti che stavo su quel cazzo di palco lassù in cima ad aspettare quel cazzone di Fiorello che finiva le sue battute, mi son finito due rum e pera, ho fatto stretching e quando è arrivato il mio momento ero tranquillo.”

E l’accusa di plagio alla rock band The Rasmus

Risolta, per così dire, la questione orario tardivo delle esibizioni grazie alla turnazione tra i vari protagonisti della kermesse, arriva l’accusa di plagio da parte di un utente Twitter.

L’accusa è uscita solamente durante la finale di sabato 8 febbraio 2020, ma al Festival nessuno ha mai commentato la notizia. Secondo un utente di Twitter, opinione poi ripresa anche da altri account, il brano di Pelù sarebbe molto somigliante a Keep Your Heart Broken dei The Rasmus. La canzone in questione è del 2005 e fa parte dell’album Hide from the Sun.

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