15 mila euro al secondo, è questa la cifra delle pubblicità durante le dirette del Festival di Sanremo

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Un successo sempre crescente quello delle ultime stagioni del Festival di Sanremo, dopo un totale abbandono dell’interesse da parte del pubblico, ritrovato grazie alle innovazioni portate dal triennio targato Carlo Conti.

Una crescita del 5% annuo ha spinto la Rai ad aumentare i prezzi degli spazi pubblicitari per questa edizione, si punta a un introito di circa 33 milioni di euro con un dato quello del costo per un secondo di spot nella fascia più calda della serata, che supera i 15 mila euro.

Per lasciare spazio al festival la televisione concorrente va in vacanza una intera settimana, e non lo fa in favore della tradizione nazional popolare a cui la kermesse è legata, ma lo fa per non giocare una partita impari con lo share, riproponendo repliche di vecchi programmi o film cult triti e ritriti. Tutto ciò ha un senso consultando semplicemente la tabella sul sito di Rai Pubblicità si possono leggere numeri che restituiscono le dimensioni imponenti del Festival di Sanremo per il quale. Gli ascolti dell’edizione 2019 hanno toccato punte di ascolti superiori ai 10 milioni di telespettatori medi e il 56,4 % di share nell’ultima serata del sabato. Sono 39 milioni e 200 mila gli italiani che hanno visto almeno un minuto del Festival di Sanremo, 35 milioni e 200 mila quelli raggiunti dagli spot pubblicitari. La raccolta pubblicitaria di Sanremo 2020 riguarda Rai1, Radio2, RaiPlay, Rai Premium e Rai Youtube.

Ma veniamo alle cifre di quest’anno. Il «pacchetto» delle telepromozioni (76” tutte le sere, 120” il sabato), chiamato Impaginazione e prevede uno spot ogni 35 / 40 minuti di diretta, è passato dai 5 milioni 820 mila euro del Baglioni-bis ai 6 milioni 230 mila della formula Amadeus: un aumento di 410 mila euro. Ma non finisce qui. Gli spot di anteprima Sanremo hanno raggiunto quota 924 mila euro (erano 787 mila) mentre gli spot intoduttivi (10 secondi per 10 passaggi sono passati da 987 mila a un milione 53 mila).

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Dunque qualora Rai Pubblicità dovesse riempire tutti gli spazi a disposizione (lo scorso anno era stata Tim a «marchiare» in pratica tutto il Festival) arriva a 40 milioni di euro. Una somma che va a coprire ampiamente i costi di produzione della kermesse e che da una parte rende possibile l’investimento fatto dalla Rai sulle manifestazioni collaterali in città e che dall’altra dovrebbe assicurare ad Amadeus un congruo portafoglio per attirare ospiti esclusivi.

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